Il Carnevale è una delle festività più amate e celebrate in tutto il mondo, da Venezia a Rio de Janeiro, passando per Viareggio e Nizza. Ma qual è l’origine di questa festa? Secondo la credenza comune si tratta di una ricorrenza cristiana che precede l’inizio della Quaresima, ossia 40 giorni prima di Pasqua.

Il termine Carnevale non a caso deriva dal latino “carnem levare” che significa  proprio “togliere la carne”. Durante la Quaresima infatti le persone si astengono dal consumo di carne e di altri piatti deliziosi.

Nonostante ciò il Carnevale è considerato anche una festa pagana, visto che si celebrava prima del Cristianesimo.

Inoltre l’utilizzo del travestimento e della maschera è molto importante. Vestirsi da qualcun altro, nascondere l’identità, vuol dire prendersi una pausa dalla propria personalità e concedersi una divagazione rispetto alla vita quotidiana.

Oggi, i festeggiamenti del Carnevale sono diffusi in tutto il mondo e vengono celebrati attraverso sfilate di carri allegorici, riti propiziatori e soprattutto feste in maschera. L’Italia vanta la presenza di alcuni dei Carnevali più belli e famosi al mondo, come il Carnevale di Venezia dove migliaia di persone ogni anno invadono le calli e Piazza San Marco in una dimensione unica che solo Venezia può offrire.

Il Carnevale di Viareggio famoso per la sfilata dei carri con personaggi di carta pesta che rappresentano soprattutto personalità della politica, accompagnati da gruppi in maschera che sfilano per tutta la città; quello di Cento nato nel XVII secolo ma che ha acquisito importanza, anche a livello europeo, dopo il gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro avvenuto nel 1990;  il Carnevale di Ivrea che trae origine dalla ribellione ad un malvagio tiranno da parte di una giovane donna, seguita poi da tutta la popolazione. Da questo episodio nasce la famosa battaglia delle arance grazie alla quale, ogni anno, si rivive quella rivolta.

Carnevale: storia delle maschere della tradizione italiana

La parola maschera deriva dall’arabo “Mascarà”, che significa: scherno, satira. Nel teatro greco e in quello romano la maschera veniva usata dagli attori per sottolineare i tratti del personaggio che interpretavano. Nel XVI secolo si afferma in Italia la “Commedia dell’arte” e, uno dei temi ricorrenti, era la beffa del servo che riusciva ad avere la sua rivincita verso il potente. È in questo quadro che sui palcoscenici di Venezia nasce il personaggio di Zanni (il servo zotico) che poi subirà diverse metamorfosi fino a diventare rappresentativo della figura del servo attraverso maschere della nostra tradizione come Arlecchino e Pulcinella. Oggi, oltre ad utilizzare le maschere, si pensa a come truccarsi per il carnevale riproducendo, magari, anche le classiche maschere veneziane, con il solo aiuto del make up. Ma vediamo quali sono alcune delle maschere di Carnevale più famose d’Italia.

Arlecchino: questa maschera ha origine a Bergamo e rappresenta la figura del servo sciocco ma dotato di buon senso, ma sempre pieno di debiti. Rappresenta chi è capace di adattarsi a ogni situazione e servirebbe chiunque per avere dei propri vantaggi.

Pulcinella: anche questa maschera, che nasce a Napoli, rappresenta la figura del servo. Ha la gobba il naso adunco e indossa una camicione e un cappello bianco. Rappresenta la plebe napoletana che si ribella alla classe medio-alta borghese, simboleggiando la rivincita del popolo sui potenti.

Balanzone: maschera tipica bolognese, è un dottore burbero e chiacchierone che si fa credere sapiente ma che prova sempre a truffare chi gli capita a tiro. Rappresenta la presa in giro di quelli che non fanno altro che vantarsi del proprio sapere ogni volta che si presenta l’occasione.

Colombina: serva chiacchierona e furba della tradizione veneziana, affezionata alla sua padrona Rosaura per la quale farebbe di tutto pur di renderla felice. Indossa un abito semplice con delle balze, un grembiule mal ridotto e una cuffietta bianca.

Brighella: altra maschera di Bergamo è un servo furbo a cui piace litigare con le persone e attaccar briga (da qui il suo nome). Porta pantaloni e giacca bianchi con disegni verdi, un cappello da cuoco e una maschera nera.

Pantalone: è la maschera che rappresenta un mercante vecchio e brontolone, tipico della tradizione veneziana. È dedito solo al denaro e al commercio. Le uniche che riescono a tenergli testa sono la moglie e le figlie.

Trasformatevi in chi volete con i trucchi giusti

Carnevale, significa allegria, divertimento e frappe. Per dare nell’occhio tra coriandoli e stelle filanti, tutto quello di cui hai bisogno è il trucco giusto per il viso. Tuttavia, ciò che non manca sono le idee per realizzarlo.

Infatti, sono sempre di più le persone che preferiscono solo del trucco intorno agli occhi, sulle ciglia e sulla pelle del viso piuttosto che un costume intero su tutto il corpo o una maschera a coprire interamente il volto.

In questo articolo troverai alcuni esempi di ciglia che potresti utilizzare per realizzare il tuo trucco. Potrai sbizzarrirti con tanti diversi make up, alcuni anche semplici da ottenere con pochi prodotti, da sfoggiare a Carnevale, sia da sola che in coppia o in compagnia dei tuoi bambini.

Ciglia finte per ogni occasione

 Scegli il modello di ciglia che più si adatta al travestimento che hai in mente per Carnevale

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